Evolution

WWE, l'Evolution: incontro fra passato, presente e futuro

Vediamo, assieme a Tutto Wrestling, quali sono state le stable che hanno fatto la storia della WWE. A partire dall'Evolution

Quante sono state le stable nella storia del wrestling? Tantissime, centinaia se non migliaia. Quante di queste hanno avuto una minima rilevanza e sono servite a lanciare, ad elevare almeno uno dei suoi membri? Il numero si restringe di molto. Ma la vera domanda è: quante stable sono state realmente rilevanti e sono riuscite a elevare tutti i personaggi coinvolti? Probabilmente si contano sulle dita di una o due mani al massimo. L'Evolution è una delle stable che rientrano senz'altro in questo novero piuttosto elitario.

 

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Parliamo di una stable che, con la vittoria titolata di Randy Orton a Hell in a Cell (GUARDA TUTTI I RISULTATI DEL PPV), ha raggiunto l'impressionante  cifra totale di cinquanta titoli mondiali vinti dai suoi componenti nel corso delle loro carriere. Cinquanta titoli mondiali. A questo va aggiunto che tre dei quattro componenti della stable sono già degli Hall of Famer della WWE (e il quarto non lo è ancora perché non solo è un wrestler attivo ma addirittura l'attuale WWE Champion). E che uno di loro, Ric Flair, è addirittura un due volte Hall of Famer, sia in singolo sia con i leggendari Four Horsemen.

 

Furono proprio i Four Horsemen l'ispirazione per la creazione di una nuova stable composta da quattro uomini, un gruppo che rappresentasse il passato, il presente e il futuro del pro wrestling, così da dominarne completamente la scena. Contrariamente ai Four Horsemen, presenti sulla scena del wrestling per dodici anni (dal 1985 al 1991 e poi dal 1993 al 1999) e con molteplici membri e formazioni diverse, l'Evolution non ebbe la stessa longevità. Il gruppo durò per poco più di due anni e mezzo (dal gennaio 2003 all'ottobre 2005) e mantenne sempre gli stessi quattro uomini.

 

Ric Flair non avrebbe nemmeno bisogno di presentazioni. Se Hulk Hogan è indubbiamente il wrestler più popolare di ogni epoca, capace di trascendere il media del wrestling e di farsi conoscere praticamente da chiunque, il “Nature Boy” rappresenta l'eccellenza della disciplina, indubbiamente uno dei migliori di sempre sia sul ring che al microfono. Detiene ancora oggi il record di sedici titoli mondiali (che in realtà sono molti di più – sedici sono solo quelli riconosciuti ufficialmente dalla WWE), record pareggiato ma mai superato molti anni dopo da John Cena.

 

Triple H, benché non si sia mai ritirato ufficialmente e lotti ancora sporadicamente, è ormai da considerarsi una leggenda del wrestling. Quattordici titoli mondiali, European Champion, Intercontinental Champion, quattro volte campione di coppia, King of the Ring, Royal Rumble winner... i riconoscimenti ottenuti in carriera farebbero impallidire chiunque. Fu il leader indiscusso nonché il motore dietro alla creazione dell'Evolution, il cui chiaro scopo era quello di aiutarlo a rimanere campione. È l'attuale COO della WWE, nonché il “padrino” di NXT

 

 

Batista è indubbiamente il wrestler con la carriera meno longeva e meno rilevante dei quattro membri dell'Evolution. Ciò nonostante parliamo di un wrestler che è comunque un sei volte campione mondiale, nonché probabilmente uno dei wrestler più amati del decennio 2000-2010. Riuscì a sfruttare l'Evolution per costruire la sua carriera e rimase sulla cresta dell'onda per diversi anni dopo la fine della stable. Oggi Dave Bautista, vero nome del wrestler, è un attore affermato a Hollywood, avendo interpretato l'iconico ruolo di Drax nei Guardiani della Galassia del Marvel Cinematic Universe. Ironia della sorte, un'altra “stable”.

 

Randy Orton, come dicevamo, è l'unico wrestler ancora attivo dei quattro. E data la sua vittoria recente del WWE Championship che lo ha reso un quattordici volte campione mondiale, al pari del suo mentore Triple H, si presuppone che lo resterà per ancora qualche tempo. Come accaduto con Batista, l'Evolution è servita a lanciare Orton e la sua carriera, che prosegue ancora a quindici anni dalla fine della stable. Wrestler di terza generazione (suo padre, Bob Orton Jr., e suo nonno, Bob Orton Sr., erano entrambi wrestler), è diventato famoso negli anni per la sua finisher distintiva, la RKO, che non è altri che l'acronimo del suo nome completo, Randal Keith Orton.

 

Come già detto poc'anzi, l'Evolution nacque ufficialmente il 20 gennaio del 2003 quando, unendosi a Ric Flair e Batista che da qualche settimana già accompagnavano al ring l'allora World Heavyweight Champion Triple H, Randy Orton intervenne in favore di quest'ultimo attaccando Scott Steiner, allora sfidante di Triple H per il titolo. Il punto più alto della stable? Certamente Armageddon 2013, PPV della WWE che vide incoronare come campioni tutti i membri della stable: Randy Orton diventò Intercontinental Champion battendo Rob Van Dam, Ric Flair e Batista divennero World Tag Team Champions e Triple H, nel main event, sconfisse Goldberg (che nel frattempo era diventato campione) e Kane per riguadagnare il World Heavyweight Title. L'Evolution era in controllo di tutti i titoli maschili di Raw

 

Ma, come spesso accade, arriva un momento in cui il futuro desidera trasformarsi in presente. Quel momento spesso indefinito per l'Evolution ha invece un luogo e un momento: Summerslam 2015, quando Randy Orton riuscì a strappare il World Heavyweight Title a Chris Benoit. Sì, proprio quel Chris Benoit oggi noto e ricordato per fatti molto più gravi che essere stato un pro wrestler eccezionale ed essere stato un campione del mondo. Avendo vinto in precedenza un match che lo aveva decretato primo sfidante al World Hevayweight Title, il 15 agosto 2004 Orton si ritrovò a sfidare Benoit. E riuscì a batterlo, diventando il nuovo campione mondiale.

 

Se il futuro scalpita per trasformarsi in presente, il presente non ha alcuna intenzione di lasciare il passo. Accade quindi che l'Evolution, nel corso dei festeggiamenti per la vittoria di Orton, si rivolti contro quest'ultimo, decretandone di fatto la cacciata dalla stable. Inizia dunque un feud tra Triple H e Orton per il World Heavyweight Title che dura diversi mesi ma che vede il leader dell'Evolution affermarsi ancora una volta come campione mondiale. Ma l'Evolution ha perso un tassello importante e gli equilibri iniziano a scricchiolare.

 

Scricchiolii che si fanno sempre più rumorosi alla Royal Rumble del 2005, quando Triple H suggerì a Batista di non partecipare al Royal Rumble match – match iconico a trenta uomini che garantisce al vincitore la possibilità di sfidare il campione del mondo a Wrestlemania – per aiutarlo a difendere il titolo dall'assalto dello stesso Orton. Batista non lo ascoltò... e fece bene, visto che riuscì a vincere il match. A questo punto, con la possibilità sempre più concreta di un match tra Triple H e Batista, il campione fece di tutto per convincerlo a sfidare JBL per il WWE Title e a trasferirsi a SmackDown, arrivando anche a inscenare un attacco dello stesso JBL ai suoi danni. Il trucchetto tuttavia non riuscì: nella sera in cui doveva prendere la sua decisione, in una scena rimasta iconica, Batista schiantò Triple H in un tavolo con la Batista Bomb firmando il contratto per il World Heavyweight Title e diventando lo sfidante di Triple H per Wrestlemania.

 

 

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E proprio a Wrestlemania Batista trovò il suo apice, battendo il suo ex mentore e diventando per la prima volta in carriera campione mondiale. L'Evolution ormai non esisteva più: gli unici rimasti a farne parte erano Triple H e Ric Flair ma, dopo essersi assentato per qualche mese in seguito al suo feud con Batista, Triple H al suo ritorno estinse anche quell'ultima fiammella attaccando Ric Flair e iniziando una rivalità con lui. L'Evolution (priva di un Ric Flair ormai ritirato) tornò per qualche mese solo nove anni più tardi, nel 2014, quando iniziò una faida contro lo Shield, che l'Evolution perse su tutta la linea, sconfitta a Extreme Rules e poi a Payback.

 

Una stable forse poco duratura, ma la cui efficacia e la cui eredità è viva ancora oggi, come dimostra il Randy Orton attuale con la cintura di WWE Champion alla vita. Una stable che in futuro celebrerà certamente la sua importanza nella storia del pro wrestling con l'ingresso nella WWE Hall of Fame e che difficilmente sarà dimenticata da coloro che ne sono stati testimoni.

 

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La storia dell'Evolution