WWE, le Superstar che hanno fatto la storia: John Cena

Con la collaborazione di Zona Wrestling, stiliamo i profili delle migliori Superstar della WWE di tutti i tempi. Non può mancare John Cena, 16 volte campione mondiale.

Sono gli anni 80’, e stai guardando il wrestling e per te è tutto vero, tutto verissimo. Il tuo idolo è Hulk Hogan, un vero americano. Lui è come te, qualche furbo cerca di imbrogliare pur di batterlo, ma lui alla fine riesce sempre a farcela. É il migliore.

 

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Sono gli anni 2000, stai guardando il wrestling e anche se non è reale tu lo adori. Il wrestler più vincente è John Cena e tu lo odi proprio per questo. Edge, Kurt Angle, Chris Jericho, Shawn Michaels, li batte tutti, non lo sopporti. Piace solo ai bambini.

 

John Cena è l’emblema dell’evoluzione del modo di vivere il wrestling degli appassionati di tutto il mondo. Non esistono più i wrestler ecumenici, che piacciono a tutti. Il volto della compagnia è uno che viene odiato da metà dei fan e venerato dall’altra metà. Il wrestling comincia a diventare un prodotto sempre più di nicchia, seguito per lo più dai fan su internet e John Cena si scontra con questa nuova realtà nel più duro dei modi. Un momento davvero significativo di questo tipo di rapporto conflittuale è ECW One Night Stand 2006, quando John Cena si presenta all’Hammerstein Ballroom di New York con un pubblico totalmente schierato contro di lui. In quel momento è il campione WWE in carica e non è ancora un esperto veterano. É al suo secondo regno da campione e la WWE sta cercando di consolidarlo come stella assoluta. Quella notte deve affrontare Rob Van Dam. Lancia la maglietta al pubblico come ha sempre fatto e sempre farà anche dopo, ma succede qualcosa di incredibile: il pubblico rifiuta il regalo, gli getta contro quella maglia. Un chiaro messaggio: non potrai mai conquistarci. John Cena perderà quel match. Rob Van Dam diventerà campione WWE per la sua prima ed unica volta.

 

PERCHE' VINCI SEMPRE JOHN?

 

Con il tempo le cose cambiano, ma non così tanto. John ne passa tante sul ring e fuori ma rimane un wrestler controverso, che in tanti si ostinano ancora ad odiare. Chi lo ama gli rende merito per il carisma e per la dedizione. John ha lottato migliaia di match, mettendo anima e corpo nel suo ruolo di simbolo della WWE degli anni 2000. Arriva alla soglia dei quarant’anni senza pensare ad altro che alla WWE. Combatte una media di 150 match ogni anno, perdendone pochissimi. Non è l’unico. In quegli anni la WWE impegna i suoi atleti davvero tanto: non solo per i consueti Raw e SmackDown, ma organizzando una serie interminabile di eventi dal vivo in tutto il mondo. Per dare un’idea, alla fine del 2014, ultimo anno in cui combatte full time senza pause, combatte 164 diversi match in 365 giorni e li vince quasi tutti. Ecco, proprio questo da fastidio ai suoi fan probabilmente: vince troppo, vince sempre. E quando perde, c’è spesso dietro qualcosa: un imbroglio, un errore, un infortunio, un Money in the Bank. John Cena ha scritto la storia anche così, diventando il primo a perdere il titolo grazie all’iconica valigetta del Money in the Bank, che Edge aveva conservato fino a New Years Revolution 2006. Il match si era appena concluso, un match pazzesco nell’Elimination Chamber match dentro il quale John Cena aveva battuto alcuni dei nomi più interessanti di Raw di quegli anni: Kurt Angle, Shawn Michaels, Kane, Carlito e Chris Masters. Nessuno sembrava poterlo battere e nessuno infatti lo ha battuto. Dopo quel match massacrante, arrivò Edge e ottenne un instant match contro il campione stremato dalla sfida appena sostenuta. Pochi secondi ed il primo storico regno da WWE Champion di John Cena era finito.

 

UN NUOVO MODO DI ESSERE IL CATTIVO

 

Quel match fece esultare i fan di Edge e chi era stanco di John Cena, eppure non cambiò l’andazzo. Vince McMahon andò dritto per la sua strada, senza mai convincersi ad utilizzare John Cena in modo diverso. In tanti chiedevano un turn heel di Cena, un passaggio al lato oscuro che rendesse le cose più interessanti, ma ciò non avvenne mai. Perché non c’era bisogno che lo facesse. John Cena per molti era già il lato oscuro, era il wrestler da odiare, quello da insultare e contro cui tifare sempre e comunque. La WWE capì che con Cena doveva evolversi e creare delle rivalità che sconfinavano nel meta-wrestling. Cominciò così a dividere il pubblico volontariamente. John Cena era contemporaneamente il face e l’heel, il buono ed il cattivo. Era il buono per i suoi fan, che spesso erano rappresentati dal pubblico più giovane, dagli spettatori più occasionali che magari si recavano nelle arene per accompagnare i propri figli o nipoti. Era invece il nemico per gli spettatori più hardcore. Quelli che seguivano il wrestling su internet, magari oltre alla WWE guardano qualche federazione indipendente e amano i personaggi più moderni, gli anti-eroi. Un esempio clamoroso di questo dualismo è stato un altro storico momento della carriera di John Cena, la sfida contro CM Punk di SummerSlam 2011. In quel momento, infatti, entrambi sono campioni WWE. Lo è John Cena, che ha battuto Rey Mysterio a Raw qualche settimana prima, dopo che questi aveva appena conquistato il titolo reso vacante da CM Punk. Lo era anche CM Punk, perché aveva battuto John Cena in un epico Money in the Bank, il mese precedente, lasciando la WWE ancora da campione e portandosi via la cintura. In quel momento la WWE decide di mettere a confronto le due anime dei suoi appassionati, due modi di vivere il wrestling. Quello degli eroi senza macchia che piacciono alle famiglie e ai bambini e quello del wrestling degli “esperti”, delle federazioni indipendenti e dei cultori della tecnica. Il pubblico sembra esattamente diviso a metà e i cori dicono davvero tutto di questa spaccatura. Da una parte i cori John Cena hanno la voce chiara dei bambini e delle madri presenti nel palazzetto, dall’altra rispondono i cori per CM Punk, che sono chiaramente scanditi da voci più adulte e prevalentemente maschili. A vincere è CM Punk, ma come proprio Cena ha avuto modo di raccontare qualche settimana fa sui social, in fondo hanno vinto davvero tutti, perché si è trattato di uno dei momenti più alti della WWE dello scorso decennio.

BROCK LESNAR, LA SFIDA ALLE MMA

 

Nella seconda decade degli anni 2000 i titoli sono ormai così tanti per John che non rappresentano più un metro di giudizio valido per misurare i suoi successi. Quello che conta davvero è il contributo che riesce a dare come veterano nel plasmare il prodotto WWE per gli anni a venire. Ed anche in questo ambito John Cena eccelle. Dopo aver lanciato nell’olimpo CM Punk, arriva per lui una sfida titanica, quella con Brock Lesnar. Ancora una volta la WWE crea una sfida di meta-wrestling, scrivendo una storia nella storia. Contrappone i fan del wrestling agli estimatori dei combattimenti reali come sono le Mixed Martial Arts. Brock Lesnar è l’emblema di questo mondo. É stato l’uomo che ha messo la UFC sulla mappa. In questo caso gli appassionati di wrestling vedono in John Cena il loro vessillo, gli appassionati di sport da combattimento invece parteggiano per Lesnar. In quel momento il dualismo è molto sentito, con questo nuovo sport che fa sembrare il pugilato vecchio ed il wrestling una bambinata. Ad Extreme Rules 2012, dopo un incontro massacrante, John Cena batte Brock Lesnar, schienandolo sui gradoni d’acciaio e dando il migliore dei benvenuti a Lesnar. Una trovata geniale della WWE, che prima di mettere Lesnar nelle condizioni di dominare in lungo ed in largo, ha voluto rendere chiara una cosa: le mixed martial arts saranno la moda del momento, ma il wrestling ha pari dignità e il più grande wrestler del mondo è in grado di mettere al tappeto il più grande fighter di sempre.

 

THE ROCK, LA SFIDA AL PASSATO

 

Un’altra tappa epocale della carriera di Cena è la sfida contro The Rock, o meglio le sfide. The Rock è stato nei primi anni 2000 quello che John Cena è stato per la WWE nei successivi 10 anni. Ne è passata di acqua sotto i ponti però, The Rock non ama sentirsi accostato alla WWE e decide di farsi chiamare prevalentemente Dwayne Johnson. Ormai è diventato uno degli attori più famosi e pagati di Hollywood ma la WWE riesce a convincerlo ad una nuova sfida. Dopo un paio di match di riscaldamento, la sfida tra le due icone è inevitabile. A WrestleMania 28 il pubblico è più diviso che mai. Le fazioni sono divise tra chi ha amato Rocky e lo considera ancora il suo campione, e chi non ha vissuto la sua epoca e tifa per John Cena. Una sfida tra due epoche che definisce uno dei momenti più alti della storia della WWE.

 

La potenza mediatica di The Rock fa tornare main stream la WWE in un modo che non sembrava più possibile. In più c’è la cornice di WrestleMania, che per sua natura è composta da un pubblico di veri appassionati che si radunano da tutto il mondo per poter assistere al SuperBowl del Wrestling. John Cena sta per vincere ma cede per qualche secondo al suo lato oscuro. Invece di vincere il match come dovrebbe, decide di deridere The Rock, mimando il suo People Elbow. Si toglie il polsino e si prepara ad eseguire la mossa dell’avversario, ma questa supponenza gli è fatale. The Rock si rialza ed esegue la Rock Bottom, sconfiggendolo. La sfida, che doveva essere “Once in a lifetime” si ripete dopo un anno esatto. The Rock riesce a strappare il titolo a CM Punk alla Royal Rumble 2013, mettendo fine ad un regno interminabile e diventa campione WWE dopo più di 10 anni dall’ultima volta. La WWE sostituisce la vecchia cintura rotante di John Cena con una più moderna molto simile a quella attuale. La sfida tra i due è inevitabile. Siamo a WrestleMania 29 e questa volta il match è valido per il titolo. A vincere è John Cena, che con un match da un impatto mediatico forse rimasto ineguagliabile, diventa campione del mondo per l’undicesima volta.

 

LE SFIDE AL FUTURO

 

The Rock deciderà di fermarsi qui con il wrestling, anche se un ritorno è sempre possibile, mentre a fare da dominatore non c’è più John Cena, bensì Brock Lesnar, che malgrado combatta con il contagocce divora sfidanti di ogni tipo. La WWE in questi anni decide di attuare un cambio generazionale e si fanno strada nomi nuovi ed è qui che John Cena decide di restituire un po’ di quello che ha preso negli anni in cui era il wrestler più amato ma al contempo più odiato al mondo. Diversi wrestler che la WWE vuole lanciare ai massimi livelli passano a riscuotere. Wrestler come Kevin Owens, come Seth Rollins, come Daniel Bryan. Tutti ottengono da Cena delle importanti vittorie.

 

Tra i match più significativi di questo periodo, quello con AJ Styles ha un sapore davvero speciale. AJ Styles non era certo un giovane wrestler in rampa di lancio, anzi, all’epoca della sfida con John Cena ha 39 anni esattamente come John. Qualcosa però scatta nella mente di Vince McMahon, capisce di aver trovato un fenomeno, uno che ha tutte le carte in regola per essere main eventer della WWE per i prossimi 5-6 anni. Serve però proporlo alla pari dei big, serve che AJ Styles diventi qualcuno anche per i pochi per cui era un signor nessuno. A Money in the Bank 2016, dunque, viene organizzato uno scontro che incarna il concetto stesso di “Dream Match”: la WWE contrappone quindi John Cena ed AJ Styles, fino a qualche mese fa i due simboli delle rispettive compagnie. Non solo, succede qualcosa che in quel momento sembrava impossibile: John perde, pulito, senza nessun trucco ne inganno. Grazie probabilmente a quella decisiva vittoria, AJ Styles assurge allo status di main eventer WWE e in questi anni vincerà ogni genere di titolo.

 

Il secondo nome di questa lista, è quello di Roman Reigns. Il cugino di The Rock, sta avendo qualche piccolo problema ad imporsi come top face. Se già con John Cena il booking alla Hulk Hogan non aveva funzionato benissimo dopo 10 anni per Roman Reigns è un vero inferno. Esattamente lo stesso inferno in cui ha bruciato per anni John Cena, prima di capire come fare. John Cena prende sotto la sua ala Roman, mettendo in piedi una grande rivalità e facendogli raggiungere vette che fino a quel momento erano state per lui solo un miraggio. John Cena tira fuori il meglio di Roman Reigns ed i due danno vita ad una splendida rivalità che sa molto di passaggio di testimone. A No Mercy 2017, John Cena sfida Roman Reigns in un match  molto lungo, che si conclude a vantaggio del big dog. Il volto della WWE del presente contro quello del futuro. A vincere è, come prevedibile, Roman Reigns, che aggiunge John Cena alla lista delle sue conquiste. Una lista destinata ad allungarsi a dismisura negli anni che seguiranno.

 

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LA LEGGENDA ANCORA DA SCRIVERE

 

Diversi anni fa ho scritto un articolo in cui facevo finta di scrivere un articolo retrospettivo della carriera di John Cena, proprio come questo. É interessante perché in quell’articolo scrivevo che erano lontani i tempi in cui veniva fischiato, in cui i fan più hardcore lo insultavano. Dicevo che era ormai assorto al rango di leggenda e che ogni sua, rara, apparizione in WWE era celebrata come un grande evento. Alcuni lettori di Zona Wrestling allora non accolsero bene quell’articolo, pensavano fosse impensabile che uno come John Cena, che la WWE ha voluto mandar giù a forza ai fan come nuovo Hulk Hogan, venisse un giorno celebrato come un re. Eppure, è andata proprio così.

 

Oggi John Cena è il wrestler più vincente di sempre, con 16 titoli del mondo, proprio come il grande Ric Flair. Ma soprattutto è riuscito, con il tempo, a diventare quel wrestler amato da tutti che la WWE in cui la WWE aveva pensato di poterlo trasformare già nei primi anni di carriera. Una carriera incredibile in cui ci sono pochissime lacune. Un match serio con l’Undertaker a WrestleMania, un titolo intercontinentale ed un turn heel. Proprio il turn heel rimarrà probabilmente il più grande rimpianto del leader della Cenation. Tutti i suoi colleghi, in un modo o nell’altro prima o poi si sono misurati con questo ruolo. Persino Roman Reigns, di recente, ha rotto gli indugi e sfoggiato un lato oscuro. Per lui questa occasione non ci sarà mai. Peccato. Perché in fondo anche lui quei fischi, avrebbe voluto meritarseli.

 

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