WWE, Le grandi rivalità di WrestleMania: Triple H vs The Undertaker

Con la collaborazione di Spazio Wrestling andiamo a ripercorrere un'altra grande rivalità che ha avuto il suo epilogo a WrestleMania. I protagonisti sono Triple H e The Undertaker.

Nel nostro appuntamento giornaliero, che ci accompagna, percorrendo la strada dei ricordi, fino a Wrestlemania 37, andiamo oggi a riscoprire una rivalità importantissima, capace di definire un'era del mondo del wrestling e portarla simbolicamente a conclusione. Parleremo dei due match che hanno composto questa sfida, avvenuti durante Wrestlemania XXVII e Wrestlemania XXVIII, e che hanno visto coinvolti The Undertaker e Triple H.

 

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Qualche giorno fa abbiamo celebrato l'intensa faida tra The Undertaker e Shawn Michaels, che si è conclusa con il ritiro di quest ultimo. La storia che raccontiamo oggi potrebbe essere definita quasi come il continuo naturale di quella sfida, andando a coinvolgere il miglior amico di Shawn, cioè Triple H, che prende il suo posto nella crociata per porre fine alla Streak del Deadman. Anche in questo caso parliamo poi di un arco temporale che non copre solo un'edizione, ma ben due consecutive di Mania, proprio come fu con Michaels.

 

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L'inizio della rivalità tra The Undertaker e Triple H è piuttosto semplice: The Game lancia la sfida al Becchino, con il semplice scopo di essere la causa della sua prima sconfitta sul palco più importante del wrestling. Per la concezione di Triple H, la Streak era l'unica cosa ormai rimasta al vecchio Taker e se questa fosse morta, allora tutto il personaggio del Deadman e la sua aura leggendaria sarebbe morta con lei. The Undertaker non si tira indietro e raccoglie il guanto di sfida lanciatogli da HHH. I due combattono così in un No Holds Barred Match a Wrestlemania XXVII in quello che venne definito come l'incontro capace di definire un'era. Nonostante il grande sforzo sostenuto da Triple H, alla fine del match dovette piegare il capo dinanzi al mostruoso Taker, che vinse la contesa e mise in bacheca la diciannovesima vittoria di fila a Mania. Con ancora zero sconfitte.

 

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Non tutto è oro quel che luccica: nonostante la vittoria, The Undertaker risentí fisicamente degli urti ricevuti durante il match, tanto che si rialzò prima lo sconfitto Triple H, mentre il Deadman arrancava ancora a bordo ring, quasi incapace di riprendere le forze. Infine, la leggenda venne portata fuori dall'arena su una barella mobile. Questo era il segno inequivocabile del passaggio del tempo, Taker non potrà durare per sempre e i continui sforzi a cui sottoponeva il suo corpo lo stavano lentamente deteriorando. Triple H, pur sconfitto, nei mesi seguenti l'incontro affermò più volte di essere il vero vincitore del match, poiché aveva ridotto The Undertaker a un cumulo di macerie, dimostrando la sua evidente superiorità. L'orgoglio del Deadman non poteva perdonare un simile affronto.

 

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Fu proprio Taker che decise di sfidare ancora una volta HHH a Wrestlemania. Doveva dimostrare che il suo tempo non era ancora finito, che poteva regnare sovrano sul ring e nulla l'avrebbe fermato, nemmeno Triple H. A sorpresa, HHH non si dimostrò particolarmente interessato alla rivincita con Taker, per una ragione ben precisa: se si fossero confrontati ancora una volta sul ring, Triple H sapeva che avrebbe dovuto distruggere il Becchino per poterlo sconfiggere, fare scempio di lui ancora più di quanto non avesse fatto l'anno prima. E questo non piaceva a Triple H, non voleva porre fine a un'era, ponendo fine anche alla carriera di The Undertaker. Il Deadman sapeva bene quali tasti toccare per stuzzicare l'ego e l'orgoglio di Triple H. Disse che HHH non accettava la sfida solo perché, in fondo al cuore, sapeva che non avrebbe mai potuto avere successo lì dove in passato aveva fallito il suo amico HBK. Questo perché Shawn Michaels era meglio di Triple H e tutti lo sapevano. HHH non poteva tollerare quelle parole, dure come marmo. Decise di accontentare il desiderio del Becchino, che forse sarebbe stato l'ultimo, e di sfidarlo a Wrestlemania XXVIII, in un Hell in a Cell match nel quale avrebbe messo fine alla Streak, alla carriera di Taker e anche ad un'era.

 

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Il match fu proprio ribattezzato The End of an Era. In quella gabbia di acciaio, Triple H e The Undertaker diedero tutto ciò che avevano, non portarono avanti un semplice match, ma una guerra spietata. A vegliare sulla contesa, in maniera molto suggestiva, c'era Shawn nelle vesti di arbitro speciale. Più volte Michaels fu vicino a interrompere il match per i troppi colpi subiti da Taker, ma alla fine fu sempre fermato, con lo stesso Becchino che arrivó addirittura a colpirlo pur di non far finire il match. L'emozione che traspariva sul viso di HBK rese quell'incontro ancora più epico e indimenticabile. A uscire vincitore da quella gabbia fu il solito Taker, che alla fine si avviò spalla a spalla con Shawn Michaels e Triple H lungo la rampa, per raggiungere lo stage dove si sarebbero abbracciati. In quell'abbraccio c'era davvero la fine di un'era, di un tipo di wrestling che aveva fatto il suo tempo e che salutava il pubblico con tre dei suoi più grandi interpreti. 

Le emozioni di quel match difficilmente si possono raccontare con un pezzo scritto, ma vanno vissute riguardano lo spettacolo che in quella notte di Wrestlemania XXVIII i tre atleti offrirono a noi tutti e alla storia.

 

Scritto da Francesco D’Agostino (Editorialista SpazioWrestling.it)

 

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