Traforo del Gran San Bernardo, il 19 marzo 1964 l'inaugurazione

Sono passati 57 anni dall'inaugurazione del Tunnel del Gran San Bernardo, primo traforo stradale aperto al traffico ad attraversare la barriera delle Alpi. L'opera fu terminata in meno di 6 anni.

Cinquantasette anni. Tanti ne compie il Tunnel del Gran San Bernardo, inaugurato esattamente il 19 marzo 1964 e che oggi presenta ancora la struttura originaria grazie a importanti lavori di manutenzione. Ma come si è arrivati a decidere di bucare una montagna per mettere in comunicazione due nazioni? La prima motivazione è di natura commerciale. Il Colle del San Bernardo rappresenta infatti da sempre un punto strategico per tutta Europa. In particolare il Canton Vallese e la Valle D’Aosta sono legate da scambi economici e profondi rapporti sociali. Non a caso già nel 1856 il Ministro dei Lavori Pubblici del Regno sardo indice una gara di appalto. Prendono il via anche i lavori, interrotti però sul nascere dallo scoppio della Seconda Guerra d’Indipendenza. Ma l’idea di collegare la Valle d'Aosta con il cantone svizzero del Vallese non tramonta mai, anzi. Si moltiplicano studi e proposte. E nel 1936 un ingegnere svizzero comincia a studiare tutte le possibili soluzioni, con la galleria ipotizzata che sarebbe stata lunga 7500 metri. Stavolta però ci si mette di mezzo la Seconda Guerra Mondiale che rinvia ogni discorso al 1951. 

 

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LA STORIA DEL TRAFORO DEL GRAN SAN BERNARDO

 

Il 23 maggio 1958 viene firmata a Berna una convenzione tra l’Italia e la Svizzera per la concessione di costruzione ed esercizio della galleria del Gran San Bernardo: è il passo decisivo. L’azionista di maggioranza e il promotore principale di questa opera monumentale è la Fiat, desiderosa di diffondere la sua produzione nel nord Europa. Le ipotesi al vaglio sono due: costruire una galleria a quota 1900 metri e lunga 6 km o una a 1600 metri ma lunga 15. Alla fine si opta per la prima opzione, visto che la seconda avrebbe presentato seri problemi di ventilazione. C’è però un altro ostacolo da superare: le difficoltà per i mezzi pesanti di accedere al traforo nel periodo invernale. La soluzione? La costruzione di un raccordo autostradale lungo 6.5 km, semicoperto e resistente alla valanghe. 

 

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Nell’estate del 1958 sono gli italiani i primi a iniziare i lavori, seguiti l’anno successivo dagli svizzeri con cui si dividono il lavoro esattamente a metà. Dopo quattro anni, il 5 aprile 1962, i due cantieri finalmente si “incontrano” e le immagini fanno il giro del mondo. Durante i lavori muoiono 11 operai italiani, ricordati su una lapide posta all’ingresso della galleria. Il 19 marzo 1964 è il giorno dell’inaugurazione ed è subito un grande successo. Tutti vogliono attraversare quel traforo che buca le Alpi. All’inizio il tunnel ha un forte impulso commerciale, con la Fiat che quasi lo monopolizza per trasportare le proprie autovetture in tutta Europa. La Valle D’Aosta, abituata a restare isolata per 6-7 mesi dal resto d’Europa, vive uno sviluppo senza precedenti. Nei primi giorni del traforo ci sono chilometri e chilometri di coda, tra chi lo percorre per necessità e chi per semplice curiosità. Nel 1964 transiteranno 368.588 veicoli, numeri da urlo che continueranno a crescere senza sosta a testimonianza della bontà dell’opera.  

 

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