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Steve Jobs Day: guarda su Dplay Plus Il genio dell'invenzione

Il 16 ottobre si festeggia lo Steve Jobs Day: per l'occasione guarda su Dplay Plus i quattro episodi de Il genio dell'invenzione.

È partito da un garage ed è arrivato a cambiare radicalmente il mondo. Nessuna esagerazione. È quello che ha fatto Steve Jobs, inventore, imprenditore e informatico statunitense che ha stravolto la storia moderna con le sue idee folli e rivoluzionarie. Il 16 ottobre si festeggia proprio lo Steve Jobs Day, ricorrenza istituita in California nel 2011. Un’occasione ideale per guardare su Dplay Plus i quattro episodi de "Il genio dell’invenzione". La serie inizia con la storia del potere e con tre delle invenzioni più trasformative di tutti i tempi: il motore a vapore, il generatore elettrico e la turbina a vapore. Il secondo programma rivela l'affascinante catena di eventi che ha reso possibile il viaggio globale. Nell'episodio tre, il team esplora il modo in cui il telegrafo elettrico, il telefono e la comunicazione wireless abbiano trasformato il nostro modo di parlare. Infine, la serie esamina una caratteristica distintiva dei nostri tempi: la capacità di vedere e registrare eventi dal vivo in qualsiasi parte del mondo.

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LA STORIA DI STEVE JOBS

Nato il 24 febbraio 1955 a San Francisco, in California, il suo vero nome è Abdul Latif Jandali. La madre - statunitense di origini svizzere e tedesche - e il padre - siriano - decidono di darlo in adozione ancora neonato a una coppia residente a Mountain View, nella contea di Santa Clara. Il nome Steve glielo danno i suoi genitori adottivi, Paul Reinhold Jobs (all’epoca era un meccanico) e Clara Hagopian (era una contabile), che lo educano alla fede cristiana luterana.

VIDEO - STEVE JOBS: I MIEI 5 PRINCIPI PER IL SUCCESSO

Si laurea a Cupertino nel 1972 prima di fare tappa in Oregon per iscriversi al Reed College di Portland. Non completa gli studi ma inizia a lavorare alla Atari dove, insieme al suo amico Steve Wozniak, si dedica alla prima versione del circuito del videogioco arcade Breakout. Il 1° aprile 1976 Jobs e Wozniak fanno il grande passo: si mettono in proprio e fondano la Apple Computer. Per trovare i fondi necessari, Jobs vende il suo amato pulmino della Volkswagen. Ma improvvisamente arrivano altri soldi. Di chi sono? Di Ronald Wayne, conosciuto da Jobs durante la sua esperienza alla Atari. 

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Nel garage dei suoi genitori, Steve Jobs inizia lavorare con Steve Wozniak al primo computer, l’Apple I. Qui entra in scena l’industriale Mike Markkula, che decide investire ben 250mila dollari per entrare in possesso di un terzo della Apple. Una mossa che si rivelerà decisamente lungimirante. L’ascesa è inarrestabile e nel 1977 viene presentato l’Apple II. Le vendite vanno alla grande e in poco tempo viene toccato il milione di dollari di guadagni. Ormai il marchio Apple è conosciuto in tutto il mondo e nel 2007 entra di prepotenza nel settore della telefonia mobile con il lancio dell’iPhone, uno smartphone dotato di uno schermo multi-touch. Prodotti come il Macintosh, l’iMac, l’iPod e l’iPad diventano quasi oggetti di culto e si impossessano del mercato internazionale. 

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Nel 2010 il Financial Times elegge Steve Jobs come uomo dell’anno. Il 24 agosto 2011 arrivano le dimissioni di Jobs dal ruolo di amministratore delegato di Apple e il testimone passa a Tim Cook. Una decisione arrivata dopo due anni in cui stava lottando con un tumore che nel 2009 lo aveva costretto a un trapianto di fegato. Steve Jobs lascia questo mondo il 5 ottobre 2011 all’età di 56 anni, nella sua casa di Palo Alto in California. Fatale il riacutizzarsi del carcinoma che lo aveva costretto al delicato trapianto. Alle generazioni future non ha lasciato solo una miniera tecnologica ma anche un discorso da brividi pronunciato il 12 giugno 2005 ai laureandi dell’università di Stanford: “Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo essi sanno cosa vogliamo davvero diventare. Tutto il resto è secondario. Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Siate affamati, siate folli, perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero”. 

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