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Utopia, il naufragio del piroscafo britannico: era il 17 marzo 1891

Sono passati esattamente 130 anni dalla tragedia dell’Utopia, il piroscafo partito da Trieste e affondato al largo di Gibilterra dopo aver caricato centinaia di migranti a Napoli: morirono più di 500 persone.

Più di 500 morti. Oltre 500 persone che avevano lasciato l'Italia e sognavano un futuro migliore. È la tragedia del 17 marzo del 1891, quando al largo di Gibilterra si inabissò il piroscafo britannico Utopia che era partito da Trieste. Affondò dopo aver fatto tappa a Napoli per far salire a bordo centinaia di emigranti che non vedevano l'ora di arrivare in America. Ma non vedranno mai il Nuovo Continente. Fu un epilogo terribile, scene che purtroppo oggi sono una costante. Ripercorriamo quanto successo a distanza di esattamente 130 anni. 

 

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IL NAUFRAGIO DEL PIROSCAPO UTOPIA: LA STORIA

 

Costruita a Glasgow nel 1874 e appartenente ai britannici della "Anchor Line", la Utopia era un piroscafo lungo 110 metri e largo 11. Raggiungeva alla prua un'altezza di 9 metri ed era dotato di un motore da 678 cavalli capace di toccare una velocità massima di 13 nodi, vale a dire poco più di 24 chilometri orari. Aveva uno scafo in ferro e pesava oltre 2371 tonnellate. A bordo poteva ospitare 120 passeggeri di prima classe, 60 di seconda e più di 600 emigranti. Il 25 febbraio 1891 la Utopia parte da Trieste, che in quel momento era considerato il principale porto dell'Impero austro-ungarico ed era stata momentaneamente esclusa - proprio come Trento - dal processi di Riunificazione. Come tutti le navi dirette a New York, anche la Utopia fa tappa a Genova e Napoli dove salgono a bordo centinaua di emigranti. È un passaggio obbligatorio anche Gibilterra, dove il mastodontico piroscafo deve fare rifornimento prima di affrontare l'Oceano Atlantico.  

 

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Il 17 marzo del 1891 si scatena una tempesta al largo di Gibilterra. Il capitano John McKeague decide di tornare immediatamente in porto. Tuttavia non si accorge che ci sono navi da guerra britanniche dove dovrebbe attraccare. Come se non bastasse, il faro di una nave abbaglia chi è al timone della Utopia, rendendo la manovra ancor più difficoltosa. La situazione precipita rapidamente e alle 18.36 la Utopia si schianta contro la Anson, una corazzata attraccata in quel momento nel porto di Gibilterra. L'urto provoca una squarcio di cinque metri e così la nave comincia a imbarcare acqua. I motori si spengono, la nave inizia ad affondare e non c'è neanche il tempo di calare le scialuppe di salvataggio. In appena venti minuti la Utopia cola a picco portandosi dietro 526 vite. Muoiono tutti, più di 500 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio. I corpi verranno recuperato solo successivamente in pessime condizioni. Un'autentica tragedia. 

 

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