Il naufragio della petroliera Erika: guarda il documentario

Il 13 dicembre 1999 affonda l'Erika, una petroliera che trasporta 30mila tonnellate di olio combustibile: la costa bretone viene travolta da un'enorme marea nera. Guarda la puntata di Ingegneria fuori controllo che ricostruisce tutta la vicenda.

È il 13 dicembre 1999 quando la Francia si sveglia sotto choc. Il motivo? L'Erika, una petroliera che trasportava 30mila tonnellate di olio combustibile, è affondata e una marea nera di 15 km si sta riversando sulla costa bretone. Più di 400 km di coste contaminate, 150mila uccelli colpiti, 250mila tonnellate di rifiuti e danni per oltre 400 milioni di euro. Ma perché una nave lunga più di 180 metri è affondata? Quali sono stati i problemi tecnici incontrati durante la traversata dall'Erika? Cos'ha fatto l'equipaggio per salvare la nave prima che colasse a picco? A distanza di 21 anni da una delle più grandi tragedie navali, industriali ed ecologiche della storia francese, guarda senza pubblicità su Dplay Plus la puntata di Ingegneria fuori controllo in cui gli esperti ricostruiscono quanto accaduto. 

 

IL NAUFRAGIO DELLA PETROLIERA ERIKA: GUARDA IL DOCUMENTARIO 

 

Porto di Dunkirk, 7 dicembre 1999. Mancano appena cinque giorni a uno dei più grandi disastri della storia navale. Una petroliera sta per uscire in mare: è l'Erika. Si tratta di una nave cisterna costruita per trasportare enormi quantità di petrolio. Le sue dimensioni sono impressionanti: è lunga 184 metri e larga 28, per una superficie pari a quella di 28 campi da tennis. Lo scafo è dotato di quindici enormi cisterne (lunghe 10 metri, alte 4 e larghe 5) in grado di trasportare oltre 37mila tonnellate di olio combustibile. Se dei camion cisterna dovessero trasportare una simile quantità di combustibile, ne servirebbero 1500. L'Erika è stata noleggiata in questa occasione dalla compagnia petrolifera Total per raggiungere l'Italia. I serbatoi vengono riempiti con oltre 30mila tonnellatte di olio combustibile, l'equivalente di 14 piscine olimpioniche. L'operazione dura 16 ore ed è delicatissima perché non va indebolita la struttura di questo gigante dei mari. Bisogna prestare la massima attenzione e far sì che la nave resti in perfetto equilibrio sull'acqua. La distribuzione del carico dev'essere quindi omogenea e ogni minimo errore può risultare fatale. Più l'operazione di carico viene ripetuta, maggiori sono le possibiltià di indebolire la struttura. E l'Erika non è al suo primo trasporto.

 

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Dalla sua inaugurazione nel 1975, ha cambiato più di sei proprietari e questo fa di lei una nave con una reputazione incerta. Proprio così: il passato della nave non dà troppe garanzie avendo cambiao spesso bandiera, classe e armatore. È una nave che oggi verrebbe tolta dal mercato. Generalmente navi simili viaggiano per 22, al massimo 25 anni. Dopodiché vengono rottamate perché il metallo si deteriora e aumentano le possibilità di incidenti e malfunzionamenti. Ma nessuna nave può uscire in mare se non è stata prima valutata da un ente di classificazione navale. L'Erika è stata controllata 4 mesi prima di questa partenza e le è stato rilasciato il certificato di navigabilità. Tutto quindi sembra in ordine quando lascia il Porto di Dunkirk il 7 dicembre 1999 alle 23.30. Nessuno dell'equipaggio pensa che sarà testimone di una delle più grandi tragedie navali della storia. Ricostruisci tutta la vicenda guardando la puntata di Ingegneria fuori controllo dedicata al naufragio della petroliera Erika. Ricorda che puoi guardarla senza pubblicità su Dplay Plus

 

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