Juan Manuel Fangio, l'incredibile rapimento del pilota argentino

Il 23 febbraio 1958 il cinque volte campione del mondo di Formula 1 viene rapito a L’Avana da un gruppo di rivoluzionari cubani. Ricostruiamo tutta la vicenda.

 

Una leggenda della Formula 1. Juan Manuel Fangio è stato cinque volte campione del mondo (nel 1951, 1954, 1955, 1956 e 1957), un record che è stato battuto solamente da Michael Schumacher nel 2003. Soprannominato El Chueco (“gambe storte”, nomignolo affibbiatogli ai tempi in cui giocava a calcio), ha disputato 52 Gran Premi conquistando 24 vittorie e 35 podi. In carriera ha inoltre ottenuto 29 pole e 48 partenze dalla prima fila. Numeri da fenomeno, da campionissimo. Ma del pilota argentino, oltre alle imprese fenomenali, non tutti conoscono una storia incredibile che non ha nulla a che vedere con i motori. Risale esattamente al 23 febbraio 1958, giorni in cui viene rapito. Proprio così. A distanza di esattamente 63 anni, ripercorriamo tutta la vicenda. 

 

L’INCREDIBILE RAPIMENTO DI JUAN MANUEL FANGIO, LEGGENDA DELLA FORMULA 1

 

È il 23 febbraio 1958, Fangio è già pentacampione del mondo e viene invitato a partecipare al GP di Cuba, organizzato per la seconda volta sul circuito costiero del Malecon di L’Avana. La sua presenza è stato fortemente voluta dal dittatore Fulgencio Batista, che vuole mandare un messaggio al mondo intero: a Cuba è tutto sotto controllo. C’è infatti grandissima tensione sull’isola caraibica, retta da un regime filo-americano contro cui si armano dei gruppi terroristici. Uno di questi è il “Movimento Guerrigliero 26 Luglio”, un movimento rivoluzionario per la rivoluzione socialista a comando del quale c’è Fidel Castro, appoggiato da Ernesto Che Guevara. Tra i colpi da assestare al regime il “Movimento Guerrigliero 26 Luglio” ha in mente anche il rapimento di Juan Manuel Fangio. Succede tutto all’Hotel Lincoln di L’Avana, dove Fangio si vede puntare una pistola contro e con estrema serenità segue i rapitori dopo aver indossato un cappellino e un paio di occhiali scuri. Passano solo pochi minuti e quelli che Fangio crede siano dei temibili sequestratori, si rivelano per quello sono: giovani studenti che lottano contro il regime di Batista e che non gli torceranno un capello. 

 

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Conoscono Fangio, sanno chi sia. Tanto che il guidatore si concede una breve sosta a casa per far conoscere il campione di Formula 1 a tutta la famiglia. Una scena quasi comica che fa pensare a Fangio si tratti di uno scherzo. Ma così non è, il rapimento è vero e lo scopo del “Movimento Guerrigliero 26 Luglio” è far conoscere al mondo la sua esistenza. Ci riescono eccome e verranno anche ringraziati da Fangio per avergli fatto saltare il GP di Cuba, una corsa che presentava gravi carenze organizzative e che si concluderà con un grave incidente in cui perderanno la vita sette persone e ne rimarranno ferite oltre 40. All’indomani del rapimento, la notizia ha già fatto il giro del mondo: “Juan Manuel Fangio è stato rapito”. Batista è ovviamente una furia e pochi minuti prima che inizi la gara riceve un messaggio in cui Fangio dichiara di essere vivo. Il dittatore cubano autorizza comunque lo svolgimento del GP, non può annullarlo viste le oltre 150mila persone già sul posto per assistere allo spettacolo. Fangio chiede ai suoi rapitori di seguire la corsa e viene accontentato.

 

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Durante la sesta tornata si verifica un terribile incidente che vede coinvolta la Ferrari Testa Rossa del pilota locale Armando Cifuentes. La macchina perde aderenza e finisce sulla folla. Oltre quaranta corpi restano a terra, i morti saranno sette. Cifuentes sopravviverà nonostante le gravi ferite. La gara viene prima sospesa e poi cancellata dopo appena trenta chilometri. In un clima surreale viene proclamato vincitore Stirling Moss su Ferrari. Fangio chiede ai rapitori di spegnere la TV e li ringrazia per non averlo fatto correre in quella gara assurda. A questo punto il prigioniero può essere liberato. Il Movimento si mette in contatto con l’ambasciata argentina e le parti si danno appuntamento in un luogo prestabilito. Fangio torna a casa sano e salvo dopo aver stretto la mano e salutato i suoi rapitori. Si ritirerà dalla Formula 1 proprio al termine del campionato 1958, forse memore di quella tragica corsa cubana a cui avrebbe dovuto prendere parte. 

 

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