Incidente aereo al Grattacielo Pirelli: era il 18 aprile 2002

Sono passati 19 anni dal giorno in cui un monomotore si schiantò tra il 25esimo e il 26esimo piano del "Pirellone" provocando tre i morti e decine di ferite. Ricostruiamo quanto successo.

Tre morti e decine di ferite. Fu questo il tragico bilancio dell’incidente aereo avvenuto a Milano il 18 aprile 2002, quando un monomotore da turismo Air Commander si schiantò contro il grattacielo Pirelli, sede della Regione Lombardia, in piazzale Duca d'Aosta. Persero la vita il pilota, il 68enne Luigi Fasulo, e due donne avvocato, la 40enne Annalisa Rapetti (allora madre di una figlia di tre anni) e Alessandra Santonocito, in quel momento presenti nell’edificio in orario di lavoro. A distanza di esattamente 19 anni da quel tragico giorno, ricostruiamo quanto successo.

 

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L’INCIDENTE AEREO AL GRATTACIELO PIRELLO

 

È il 18 aprile 2002, è giovedì. Alle 17.15 un monomotore da turismo Air Commander decolla da Locarno, in Svizzera, per dirigersi a Milano Linate. A pilotarlo c’è Luigi Fasulo, 68enne originario di Pregassona, comune del Canton Ticino. Fasulo, l’unico a bordo, è un pilota esperto con oltre 5mila ore di volo alle spalle. Poco dopo la partenza comunica alla torre di controllo di Linate di avere un problema al carrello. Ma la pista per l’atterraggio d’emergenza è occupata e così l’Air Commander viene indirizzato verso un’altra zona. Fasulo lancia un SOS ma perde il segnale con la torre di controllo e inizia a scendere di quota. In pochi secondi passa da 1100 a 700 piedi (circa 213 m) sul livello del mare. E oltretutto è pericolosamente nelle vicinanze del Grattacielo Pirelli, alto ben 794 piedi (242 m). Alle 17.50 l’impatto è inevitabile e la tragedia si consuma. Luigi Fasulo si schianta col suo Air Commander tra il 25esimo e il 26esimo piano del grattacielo Pirelli a Milano, sede della Regione Lombardia. Fasulo muore sul colpo, perdono la vita anche Annalisa Rapetti e Alessandra Santonocito, due donne avvocato che erano lì per lavoro.

 

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In un primo si diffonde la notizia che le vittime siano 5 e che si tratti di un attentato. Nella memoria di tutti è infatti è ancora freschissimo quanto accaduto a New York l’11 settembre 2001. Ma questo non è un attentato, bensì un tragico incidente. L’Enac (ente nazionale aviazione civile) crede che la causa sia un malore del pilota. Al momento dello schianto dell’Air Commander, che genera un enorme incendio domato a fatica da vigili del fuoco solo dopo diverse ore, nell’edificio ci sono oltre 300 dipendenti della Regione Lombardia. Risultano ferite circa 70 persone, alcune si trovavano in strada e sono state colpite dai detriti sparsi per centinaia di metri. Intanto tra le presunte cause dell’incidente spunta anche quella del suicidio, avvalorata dalle difficoltà economiche e legali di Fasulo. Ma alla fine l’inchiesta portata avanti dall'ANSV (Agenzia Nazionale per la Sicurezza al Volo) chiarirà che a provocare l’incidente sia stata esclusivamente l'incapacità di Fasulo di gestire la fase finale del volo in presenza di problematiche tecnico-operative e ambientali. 

 

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