Esplosione della fabbrica AZF a Tolosa: era il 21 settembre 2001

Ricostruiamo quanto successo presso la fabbrica di fertilizzanti AZF a Tolosa grazie alla puntata di Ingegneria fuori controllo in cui gli esperti indagano sull'incidente che provocò 31 vittime.

Venerdì 21 settembre 2001, sono le 10.30 quando a Tolosa un giornalista di una televisione locale si trova a girare le prime immagini di una catastrofe senza precedenti. Su quello che sembra un campo di battaglia si contano 31 morti, migliaia di feriti e oltre 2 miliardi di euro di danni. La quarta città di Francia sembra rasa al suolo ed è vittima della più grave catastrofe industriale mai avvenuta sul suolo transalpino. Ancora oggi bastano tre lettere a ricordare quella tragedia: AZF. Ma cos'è successo dietro le mura di quell'enorme impianto petrolchimico solo dieci giorni dopo gli attentati dell'11 settembre? Quali erano le condizioni ambientali e quali gli elementi tecnici e umani che hanno portato ai tragici avvenimenti di quel giorno? A distanza di esattamente venti anni, cerchiamo di capire quanto successo grazie alla puntata di Ingegneria fuori controllo in cui parlano esperti tecnici e responsabili della sicurezza che lavoravano nel sito e che hanno condotto l'indagine su una catastrofe che avrebbe potuto assumere proporzioni ancor più tragiche. https://www.discoveryplus.it/videos/ingegneria-fuori-controllo/stagione-2-episodio-11-azf-chemical

 

L'ESPLOSIONE DELLA FABBRICA AZF: ATTIVA DISCOVERY+ E GUARDA LO SPECIALE 

 

A Tolosa è venerdì 21 settembre 2001, sono le 8:30 e il sole sorge sulla città e sui suoi abitanti. La giornata è stupenda e in tanti si stanno preparando a trascorrere un weekend all'aria aperta. Nulla lascia presagire ciò che accadrà tra pochi minuti: una gigantesca esplosione che costerà la vita a 31 persone. Ma per comprendere meglio cosa sia successo, dobbiamo far tappa nel sito della più importante industria chimica della regione: AZF. Chiunque viva Tolosa conosce il nome di questo impianto. Già, perché non si tratta di uno stabilimento come gli altri. Dista infatti soli 5 km dal centro della città ed è classificato come Seveso II, ovvero il più alto livello di pericolosità presente nei siti produttivi. E in effetti nei 70 ettari su cui si estende, l'equivalente di cento campi da calcio, si fabbricano diversi prodotti a rischio tra cui il nitrato d'ammonio, una sostanza utilizzata in agricoltura e negli esplosivi, e il dicloroisocianurato di sodio, usato essenzialmente nei processi di purificazione dell'acqua. Parliamo di prodotti ossidanti molto aggressivi che per questo hanno bisogno di un'attenzione molto particolare. Nel sito dell'AZF la vigilanza è molto rigorosa. Non solo perché si producono composti chimici potenzialmente molto pericolosi, ma anche perché una loro eventuale combinazione potrebbe causare devastanti esplosioni. Proprio come quella che seminerà il terrore in quel 21 settembre 2001. Ma ricostruiamo nel dettaglio quanto successo grazie alla puntata di Ingegneria fuori controllo dedicata proprio all'AZF

 

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