Il disastro ferroviario di Viareggio: era il 29 giugno 2009

Esattamente 12 anni un treno merci deragliò facendo scoppiare un incendio e provocando l'esplosione di tre palazzine: morirono 32 persone.

È il 29 giugno 2009, sono da poco passate le 23.45 quando il treno merci 50325 Trecate-Gricignano, formato da un locomotore e 14 carri cisterna contenenti GPL, deraglia a 400 metri di distanza dalle banchine della stazione. Viaggia una velocità di 90 chilometri orari, dieci in meno del limite stabilito quando si attraversa una stazione. Dopo il deragliamento, si apre uno squarcio nel primo carro cisterna e inizia a fuoriuscire GPL. Che in un istante si trasforma dallo stato liquido non infiammabile a quello gassoso e si riversa in via Ponchielli. Qui il gas incontra qualcosa che ne provoca l’innesco e avviene un’esplosione

 

IL DISASTRO FERROVIARIO DI VIAREGGIO

 

Una devastante esplosione che spaventa e sveglia tutta Viareggio. Il boato e le vibrazioni sono così forti che qualcuno teme sia un terremoto. Sul luogo dell’incidente si leva altissima una colonna di fuoco, tre palazzine di via Ponchielli crollano e decine di macchine vengono avvolte dalle fiamme. I macchinisti alla guida del treno merci, Andrea D’Alessandro e Roberto Fochesato, si salvano miracolosamente. I due non si sono resi conto di quanto stesse accadendo fino a deragliamento avvenuto. Il locomotore non era infatti dotato di specchietti retrovisori né di telecamere o sensori per monitorare l’intera locomotiva. Muoiono 32 persone tra cui tre bambini, è un bilancio tragico. Ma com’è potuto accadere un simile disastro? A dodici anni di distanza, nel processo ancora in corso sulla tragedia ferroviaria, risulta prescritto in Appello il reato di incendio e lesioni colpose plurime gravi e gravissime.

 

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La Suprema Corte ha inoltre dichiarato prescritte le imputazioni di omicidio colposo, escludendo l’aggravante della violazione delle normativa sulla sicurezza sul lavoro. “Ha perso tutta Italia”, questo l’amaro commento di Marco Piagentini, l’uomo sopravvissuto all’incidente nonostante le ustioni presenti sul 90 per cento del corpo. L’uomo che in quel maledetto 29 giugno ha perso la moglie Stefania e due dei trei figli, Luca di 4 anni e Lorenzo di 2. Si è invece salvato il primogenito Leonardo, 8 anni, rimasto per ore sotto le macerie della casa crollata. Tra le tante iniziative in programma nel giorno del 12° anniversario della strage ci sarà il consueto corteo che arriverà in via Ponchielli. Alle 21 spazio alla proiezione del lungometraggio pluripremiato “Il sole sulla pelle” con protagonista proprio Piagentini, mentre alle 23.48 verranno letti i nomi delle 32 vittime.

 

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