Disastro aereo di Kegworth: era l'8 gennaio 1989

L'8 gennaio 1989 il Boeing 737-400 si schiantò nei pressi dell'autostrada M1 durante un atterraggio di emergenza: morirono 47 persone.

Uno degli incidenti peggiori della storia britannica. Parliamo del disastro del volo British Midland 92, che l’8 gennaio 1989 partì da Londra per arrivare a Belfast. Ma quel Boeing 737-400 non giunse mai destinazione. Si schiantò nei pressi dell'autostrada M1 nel tentativo di compiere un atterraggio di emergenza all'aeroporto di East Midlands vicino Kegworth, dopo che entrambi i motori avevano riportato delle anomalie. Persero la vita 47 persone. A distanza di 32 anni da quel giorno da incubo, ripercorriamo quanto successo e cerchiamo di capire i motivi che provocarono quella tragedia. 

 

IL DISASTRO AEREO DI KEGWORTH

 

Domenica 8 gennaio 1989, è sera e l’aeroporto londinese di Heathrow è come sempre ipertrafficato. Il volo British Midland 92 è in partenza per Belfast (Irlanda del Nord), un viaggio breve di poco più di un’ora. A bordo ci sono 118 passeggeri (126 compreso l'equipaggio). Il comandante si chiama Kevin Hunt, che ha pilotato l’aereo da Belfast a Londra. Nel viaggio di ritorno, invece, a prendere i comandi è il primo ufficiale David McCelland. Hunt ha all'attivo 13180 ore di volo, mentre McCelland 3300. Ma i due hanno pochissima esperienza con il 737-400, l’ultimo modello dell’aereo di linea più diffuso al mondo che ha accumulato appena 500 ore di volo. Dopo appena 13 minuti di viaggio, accade qualcosa. Si comincia a sentire puzza di fumo e i passeggeri tremano. Uno dei due motori del 737 è in fiamme e così il comandante Hunt riprende in mano i comandi mentre il primo ufficiale cerca di capire cosa stia succedendo. Per salvare il motore in avaria, viene ridotta la potenza da quel lato. Il pericolo sembra scampato. Sembra, perché c’è ancora fumo in cabina. Così, dopo la comunicazione alla torre di controllo, iniziano le manovre per un atterraggio di emergenza all’aeroporto di East Midlands, vicino Kegworth. L’aereo inizia a scendere a quota 3mila metri, mancano solo 15 minuti a East-Midland. Il motore in avaria viene spento: l’atterraggio di emergenza sarà eseguito con un solo motore. Viene aumentata la potenza del motore ancora funzionante, ma il volo ricomincia a tremare terribilmente. Il motivo? Sta andando a fuoco anche il motore funzionante. Hunt e McCelland provano a riavviare il motore che era stato spento in precedenza. Niente da fare, non succede nulla. Un motore è fuori uso, l’altro in fiamme. A questo punto il comandante Hunt solleva il muso dell’aereo nella speranza di restare in quota un tempo sufficiente per raggiungere la pista d’atterraggio. Non ci riesce. 

 

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Il volo British Midland 92 si schianta a pochi metri dall’autostrada M1, a meno di un chilometro dall’aeroporto. Passano pochi secondi e arrivano i primi soccorsi. L’aereo è ridotto in mille pezzi, raggiungere i superstiti tra le lamiere è un’impresa. La fusoliera è in bilico su una ripida massicciata e potrebbe scivolare da un momento all'altro provocando altre vittime. La carcassa del mezzo viene così messa in sicurezza grazie a delle funi legate ad alcuni alberi. Uno ad uno i passeggeri e i membri dell'equipaggio ancora vivi vengono tratti in salvo: 87 delle 126 persone a bordo si sono miracolosamente salvate. Molte sono ferite, tra queste anche il capitano Hunt che si è spezzato la spina dorsale. Concluse le operazioni di salvataggio, l’Agenzia britannica per la sicurezza del volo può indagare su quanto accaduto. L’ipotesi di un attentato terroristico viene immediatamente scartata, ci si concentra così sulle azioni dei due piloti. Che avevano un’esperienza eccellente con i precedenti modelli del Boeing 737, di quest’ultimo non erano invece stati messi al corrente di una modifica. Non sapevano infatti che a differenza dei precedenti modelli del Boeing 737, la serie -400 aveva un circuito di aerazione della cabina di pilotaggio alimentato da entrambi i propulsori e non esclusivamente dal motore di destra. I piloti hanno pensato che l’incendio fosse nel motore 2 e non nell’1 e hanno spento il motore funzionante tenendo acceso quello gravemente danneggiato. La nuova strumentazione del Boeing 737-400 sarebbe stata tra le principali cause della tragedia. Inoltre successivamente si viene a sapere che il motore CFM56 non fosse stato originariamente provato in volo, bensì solo al banco. Se fosse stato provato in volo, sarebbe emersa una debolezza nella ventola del motore che avrebbe potuto causare un’avaria. Negli anni che verranno altri due 737-400 saranno costretti ad atterraggi di emergenza per la rottura delle palette della ventola. E da quel giorno la CFM e altre aziende costruttrici di motori sono costrette a testare i motori sia al banco, sia in volo.

 

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