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Laika, la cagnolina astronauta mandata nello spazio

Il 3 novembre 1957 l'Unione Sovietica lanciava nello spazio lo Sputnik 2 con a bordo la cagnolino Laika, primo essere vivente a essere spedito in orbita

Una folle corsa allo spazio durante la quale la sua morte fu messa in conto. Era il 3 novembre 1957 quando l'Unione Sovietica lanciò nello spazio lo Sputnik 2 con a bordo la cagnolina Laika, primo essere vivente a essere spedito in orbita. Un lancio che arrivava appena un mese dopo quello dello Sputnik 1, primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla Terra. E il 12 aprile 1961 sempre l’Unione Sovietica avrebbe chiuso il cerchio con il primo uomo nello spazio, Jurij Gagarin. Ma a distanza di 64 anni dal lancio di Laika nello spazio ci focalizziamo sulla sua storia e vi consigliamo per l’occasione di guardare su discovery+ L'universo ai raggi X: lo spazio visto dall'interno alla scoperta di universi paralleli, tempeste spaziali, eruzioni cosmiche e stelle killer. Ma non solo. Su discovery+ trovate anche Space X: Ritorno nello spazio, lo speciale che ripercorre i momenti fondamentali del lancio della Crew Dragon di Space X da Cape Canaveral avvenuto il 30 maggio 2020. Ora però torniamo dalla nostra cagnolina Laika. 

 

LA STORIA DELLA CAGNOLINA LAIKA, IL PRIMO ESSERE VIVENTE SPEDITO IN ORBITA

 

Le chiesi scusa in lacrime mentre la accarezzavo per l'ultima volta”, queste le parole della 90enne Adilya Kotovskaya, biologa e addestratrice della cagnolina Laika diventata il primo essere vivente a essere spedito in orbita. Più di sessant'anni dopo da quel lancio, la Kotovskaya ha raccontato la storia di quel randagio (di 3 anni e 6 kg di peso) trovato per le strade di Mosca e diventato a sua insaputa martire della propaganda di regime. Come detto, il lancio dello Sputnik 2 era stato programmato appena un mese dopo quello dello Sputnik 1. L’Unione Sovietica voleva infatti assestare un altro colpo da ko agli USA e celebrare così al meglio i quarant'anni della Rivoluzione d'ottobre. “Ovviamente sapevamo che Laika fosse destinata a morire in volo perché all'epoca non c'era modo di riportarla indietro”, ha ricordato la Kotovskaya. Che ha spiegato come tra tanti cani fu scelto proprio quel meticcio perché in grado di superare test difficilissimi. Prima del grande giorno, infatti, fu messa in una centrifuga e costretta a stare per lunghi periodi in scatole piccolissime. 

 

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Non fu casuale il sesso del cane visto che le femmine, a differenza dei maschi, non hanno bisogno di alzare la zampa per orinare e necessitano quindi di meno spazio. E la prescelta fu un randagio con una smisurata capacità di adattamento e pochissime esigenze. Laika non fu il primo cane inviato nello spazio suborbitale. Prima di lei ne erano stato mandati altri per capire se fosse possibile sopravvivere in assenza di peso. Lei fu la prima a “visitare” lo spazio vero e proprio. Durante il decollo - avvenuto in Kazakistan alle 5.30 di mattina - il suo cuore fece registrare un battito cardiaco tre volte superiore alla norma. Si tranquillizzò solo una volta arrivata in orbita. La sua morte era stata programmata qualche giorno dopo l’inizio della missione. A ucciderla avrebbe dovuto essere il cibo avvelenato che le avrebbe evitato atroci sofferenze. Ma Laika morì solo dopo poche ore di volo a causa degli sbalzi di temperatura all'interno della capsula. Il satellite rientrò in atmosfera cinque mesi e oltre 2mila orbite dopo. La triste fine di Laika fu nota ufficialmente il 14 aprile 1958 quando il suo corpicino carbonizzato fu rinvenuto all’interno della capsula recuperata al largo delle Antille. “Quelle nove orbite fecero di Laika la prima cosmonauta della storia, sacrificata per il bene delle future missioni spaziali”, ha dichiarato Adilya Kotovskaya, che non si dice pentita del suo lavoro. 

 

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