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Rugby, Sei Nazioni 2020: l'Italia che arranca si coccola Paolo Garbisi

Sono tanti gli aspetti negativi nel ko degli azzurri in Irlanda, ma la nota positiva è che Smith abbia una possibilità in più in apertura dopo la buona prestazione del 20enne del Benetton Treviso.

di Davide Bighiani per Eurosport

“We lost the physical battle”: nelle parole di Franco Smith al termine del match con l’Irlanda c’è tutta la delusione della nostra spedizione in quel di Dublno. Difficile commentare una sconfitta così netta, per 50-17, fatta di 7 mete subite e 2 realizzate e di fatto la sensazione di non esserci stati di fatto mai nella partita. Quando l’Irlanda ha voluto accelerare lo ha fatto, così come quando ha preso fiato, concedendo davvero solo le briciole agli azzurri.

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"Fisicamente siamo ancora indietro: abbiamo lavorato molto duro, anche con le franchigie. Significa che dobbiamo puntare l’accento su questo lato e fare di più L’Irlanda ha giocato molto bene in difesa, migliorando rispetto ad inizio anno. È una squadra che dopo il periodo di stop ha raccolto risultati importanti sul piano del gioco e ci hanno messo sotto pressione", ha dichiarato il ct Franco Smith.

Quando il ct e il capitano parlano della maggiore preparazione dei nostri avversari, che hanno avuto più gare a disposizione per prepararsi a questo appuntamento - quarti, semifinali, finali di competizioni europee - sanno benissimo che questo non può essere una scusante per la prestazione degli azzurri. La “cilindrata diversa” (cit.) ha ancora una volta scavato un gap quasi scontato da prevedere.

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PUNTI DI INCONTRO, CHE SOFFERENZA

“Ci hanno messo sotto pressione nei punti di incontro. Dovremo essere più performanti in futuro su questo punto e cercare di finalizzare maggiormente”: Bigi coglie il punto sulle lacune dei nostri, che se possibili sono sembrati ancora più gracili e insicuri rispetto alle prestazioni di febbraio. Tanto possesso, sì, il 52%, ma quasi mai finalizzato a qualcosa di positivo: nel primo tempo appena due visite nei 22 metri avversari che hanno prodotto un calcio (e un cartellino giallo a Murray) in avvio e addirittura un contrattacco con tanto di meta avversaria. A questo aggiungiamo errori banali in mischia, touche e tanta confusione in attacco.

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Come ricordato anche da Vittorio Munari in telecronaca, una volta la prima regola era “Difendere bene. Senza scomodare Nereo Rocco, anche non prenderle ha una sua importanza”: dopotutto le cose migliori fatte vedere dalla Nazionale azzurra sono sempre nate da quel fondamentale, ma oggi sembriamo non avere giocatori di riferimento in quella fase. Come ricordato da Antonio Raimondi, l’ultima vittoria azzurra al Sei Nazioni risale al 2015 contro la Scozia e allora c’era un certo Simone Favaro a trascinare la squadra in fase di placcaggio. Se mai ritroveremo la dimestichezza di un tempo nello scontro fisico, allora forse potremo tornare a dire la nostra. “O lo placchi o non lo placchi; o lo placchi o lui va avanti...”.

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IL NUOVO 10, PAOLO GARBISI

Era un’Italia molto giovane quella che si presentava all’Aviva Stadium di Dublino e proprio da un giovane arrivano le risposte miglori: Paolo Garbisi, ventenne schierato titolare per la prima volta col 10 dietro le spalle in cabina di regia al fianco di Carlo Canna, ha risposto “presente” con una partita di grande personalità. Il ragazzo veneziano ha messo in mostra un bel piede sinistro, un tre su tre confortante dalla piazzola e una splendida meta nel finale, quando rompe due placcaggi e con una bellissima finta manda al bar un avversario.

“Ha fatto una buona partita, con personalità. È un giocatore - conferma Smith - che ha giocato con testa riuscendo a segnare una bella meta nel finale contro giocatori esperti. Sono contento per lui. Nelle prossime sei settimana abbiamo bisogno di fare miglioramenti di squadra che sicuramente potranno portare vantaggi anche a lui”, ha concluso il capo allenatore azzurro.

Di certo al buon Paolo la personalità non manca, visto le dichiarazioni post-match: "La mia prestazione è stata negativa, come quella del resto della squadra, e sicuramente una meta, per di più marcata a tempo scaduto, non può cancellare il resto del tempo, o rivalutarlo. C’erano tante emozioni prima della partita, perché stavo per realizzare un sogno, ma onestamente avrei desiderato un esito differente per la partita. Speravo in un esordio migliore" Certo, il suo tabellino recita finora: 13 partite totali tra Mogliano, Petrarca Padova e Benetton Treviso tra Super 10 e Pro14. Troppo poco per un giudizio definitivo, lasciamolo crescere: ma il talento c’è.

SABATO SI DECIDE IL TORNEO

Senza dimenticare che la meta di Garbisi potrebbe giocare un ruolo fondamentale per decidere chi alzerà il trofeo a fine torneo. L’Irlanda infatti al momento guida con 14 punti, +1 su Inghilterra e Francia, ma se vorrà vincere matematicamente il Sei Nazioni dovrà spuntarla con bonus in terra francese: altrimenti, in caso di vittoria con 4 punti, si arriverà con tutta probabilità a una parità in classifica con l’Inghilterra (dando purtroppo per scontato che vincerà con 4 mete contro l’Italia), e allora lì la differenza punti potrebbe premiare gli inglesi, in caso di vittoria roboante contro di noi. 

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